03 – Religiosità Popolare e Nuova Evangelizzazione

Contributi in evidenza

Maria Mazzarella – La pietà popolare tra tradizione e innovazione nel dialogo socratico

Il testo analizza la religiosità popolare nel mondo greco come un fenomeno complesso, profondamente radicato nelle pratiche rituali, nei miti e nella vita quotidiana della comunità. La religione greca, caratterizzata dall’assenza di dogmi, trova espressione attraverso feste, sacrifici e culti strettamente legati alla natura, all’interno dei quali le divinità incarnano le forze fondamentali dell’esistenza; in questo contesto, il mito svolge una funzione normativa e culturale, orientando i comportamenti e i valori condivisi della società. Accanto a questa dimensione tradizionale emerge tuttavia una riflessione critica, rappresentata in particolare da Socrate, il quale introduce una concezione più interiorizzata del divino attraverso la figura del daimon. Le conseguenti accuse di empietà rivolte ai filosofi mettono chiaramente in luce l’intimo legame sussistente tra la religione e l’ordine politico all’interno della polis. Il saggio approfondisce inoltre specifici riti e credenze popolari, quali i culti agricoli di Demetra, le feste dionisiache, i sacrifici e il rito del pharmakòs, evidenziando il costante rapporto tra la dimensione del sacro, la natura e la vita sociale, in cui spicca la funzione comunitaria delle grandi feste religiose come le Panatenee. Infine, l’analisi mette in luce la continuità storica tra la religiosità antica e le successive forme di devozione cristiana, sottolineando come la pietà popolare, pur trasformandosi nel corso del tempo, mantenga inalterate alcune costanti simboliche e risponda a bisogni profondi legati al rapporto dell’uomo con il divino.

Antonella Santoro – Il culto per Santa Lucia in Centurano

Il saggio ricostruisce la storia plurisecolare del culto di Santa Lucia a Centurano (Caserta), dalle origini trecentesche al patrocinio dei Borbone, fino alla recente erezione a Santuario Diocesano. L’autrice analizza i processi di trasformazione urbana e sociale del quartiere (Parco Cerasola) che hanno rischiato di cancellare l’identità devozionale locale. Attraverso il recupero delle memorie storiche e delle pratiche popolari (come la festa di maggio), l’articolo sostiene che la pietà popolare rappresenti il principale “fattore aggregante” per ricostruire una cittadinanza etica e una memoria collettiva in un territorio frammentato.

Gian Paolo Bortone & Paolo Graziano – E tu, a chi appartieni

Partendo da una ricerca quantitativa su mille studenti campani, gli autori esplorano la metamorfosi del sentimento religioso giovanile nell’universo semiotico delle serie TV (es. Gomorra, Mare Fuori) e della nuova scena musicale napoletana. L’articolo propone un approccio ermeneutico “pop”, individuando tre livelli di utilizzo del religioso: rappresentativo, simbolico-critico e performativo. Si evidenzia come, nonostante la distanza dalle istituzioni ecclesiastiche, permanga un’invocazione del divino e una ricerca di senso che “innerva” l’identità del territorio attraverso nuovi linguaggi mediali.

Sergio Carriero & Arturo Formola – Religiosità popolare

Il contributo indaga l’evoluzione della religiosità nel Mezzogiorno d’Italia, focalizzandosi sul passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale e post-moderna. Attraverso dati ISTAT e inchieste sociologiche (come quella sull’area pomiglianese), viene descritto il declino della cosiddetta “civiltà cattolica” e della “civiltà parrocchiale” a favore di una religiosità più privata, indifferente o latente. L’articolo analizza inoltre le ambiguità della religione popolare, distinguendola accuratamente da forme di feticismo e idolatria, e denunciando le strumentalizzazioni operate dalle organizzazioni criminali, contrapponendo a queste ultime il sacrificio di preti come don Peppe Diana e don Pino Puglisi.

Agostino Porreca – Liturgia e pietà popolare

A sessant’anni dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium, il saggio riesamina il rapporto dialettico tra azione liturgica e pii esercizi. Superando il rischio di un “panliturgismo” o di una visione puramente rubricistica, l’autore sostiene la tesi di una “reciprocità asimmetrica”: se la liturgia rimane fons et culmen, la pietà popolare agisce come una “risorsa profetica” che apporta alla celebrazione emotività, corporeità e partecipazione attiva dei laici. Il lavoro evidenzia come una feconda interazione tra liturgia e pietà popolare possa rendere quest’ultima meno clericale, più fraterna e materna, e dunque più vicina alla vita quotidiana del popolo di Dio.

Carmelo Torcivia – Tra fede popolare e autoconsapevolezza della fede

L’articolo analizza la tensione epistemologica e pastorale tra il modello dell’autoconsapevolezza della fede” (affermatosi nel post-Concilio) e la “fede popolare”. L’autore esplora il passaggio dalla parola-chiave “evangelizzazione” che dagli anni ’70 ha determinato una profonda svolta ecclesiale – che spesso ha guardato con sospetto alle tradizioni ataviche verso una prospettiva di “mistica popolare” promossa da Papa Francesco. Attraverso un’analisi critica dei pregiudizi razionalisti, il contributo propone un modello di sinodalità in cui la fede popolare non sia solo oggetto di purificazione, ma “luogo teologico” capace di offrire alla Chiesa codici linguistici e simbolici vitali per l’inculturazione del Vangelo.

Roberto Spataro – Invito alla Lettura

Il lettore pensoso del calo preoccupante della fede nella nostra nazione, impietosamente attestato dai dati ISTAT e da ogni ricerca sociologia, e, pertanto, interessato alla promozione della nuova evangelizzazione troverà senz’altro molto stimolanti le riflessioni contenute in questo numero di Tela, la rivista dell’ISSR “Santi Pietro e Paolo” dell’area casertana. L’argomento trattato nei vari saggi, esito di un convegno, è, infatti, la “pietà popolare” che dell’evangelizzazione è simultaneamente una buona preparazione, un frutto maturo, una metodologia efficace

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