UNA CHIESA VIVA

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L‘esuberante esperienza della Seconda Assemblea sinodale

di Antonio Natale

Dal 31 marzo al 3 aprile 2025 si è tenuta in Vaticano, nell’Aula Paolo VI, la Seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia. L’evento ha visto la partecipazione di 975  delegati, tra vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, rappresentanti di 219 diocesi della penisola. Quattro i giorni di lavoro per poter fare sintesi di tutto il cammino svolto finora e focalizzare le questioni essenziali su cui fare delle scelte profetiche per la Chiesa dei prossimi anni.

L’Assemblea aveva l’obiettivo di esaminare, discutere ed emendare le 50 Proposizioni frutto del discernimento ecclesiale e dell’ascolto delle comunità locali. I lavori sono stati articolati in sessioni plenarie e gruppi di lavoro, con momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche, tra cui la S. Messa quotidiana nella Basilica di San Pietro e il Pellegrinaggio Giubilare attraverso la Porta Santa.

Dopo la prima sessione di lavori, già ad un primo sguardo, le Proposizioni sono da subito apparse inadeguate ad esprimere la ricchezza del processo sinodale e del comune sentire emerso dalle sintesi diocesane. Questo ha dato vita, all‘indomani della ripresa dei lavori, ad un confronto tra l’Assemblea sinodale e la Presidenza, critico, leale, appassionato. Sebbene l’Assemblea sia stata definita da alcuni come “ribelle”, come ricordato da Mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale e vice presidente della Cei, anche i momenti di tensione «fanno parte da sempre dei percorsi sinodali e sono esperienze spirituali, se vissuti in modo costruttivo». 

La seconda giornata ha dato dunque un nuovo e inaspettato corso ai lavori sinodali. Come ha ricordato lo stesso Castellucci, «la Chiesa non è composta da guide che ignorano il “sentire” del popolo (di Dio), tirando dritto come se avessero sempre ragione ma è composta da guide chiamate a discernere la presenza e l’azione dello Spirito nel Popolo di Dio, del quale fanno parte. Si cresce insieme, ciascuno secondo i propri doni e le proprie responsabilità». Pertanto, se il testo proposto è apparso inadeguato questo richiederà un suo «ripensamento globale».

Nonostante le conclamate criticità del testo, l’Assemblea, divisa in 28 gruppi, ha lavorato intensamente e creativamente alle proposizioni, alcune delle quali ritenute prioritarie in vista di una loro attuazione pastorale. Nella prima sezione, dal titolo “Il rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e delle prassi ecclesiali”, hanno ricevuto un’attenzione particolare le proposizioni n. 5. (Accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari), n. 6. (Chiese locali e ambienti educativi), n. 7. (Accompagnamento personale dei giovani). Nella parte seconda, “La formazione missionaria e sinodale dei battezzati” le proposizioni n. 26 (Formare gli adulti alla maturità della fede attraverso la Parola di Dio) e la n. 27. (Percorso nazionale rinnovato di Iniziazione Cristiana). Nella terza parte, “La corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità”, quelle n. 43 (Responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne) e n. 38 (Obbligatorietà dei consigli pastorali). 

Dunque, non solo il ruolo delle donne e l’inclusione delle persone omosessuali. Tanti i temi sul tavolo, oggetto di discussione e di approfondimento che, meritando una maggiore attenzione e un ulteriore tempo di riflessione, hanno fatto slittare la fase decisionale perché il discernimento comunitario, sotto l’azione dello Spirito, protagonista indiscusso del cammino, possa rispondere, quanto più possibile, alle esigenze del Popolo di Dio.  

Con la votazione di una mozione conclusiva (accolta a larghissima maggioranza: su 854 votanti i favorevoli sono stati 835), l’Assemblea ha deciso di rimandare la votazione del documento finale al 25 ottobre 2025, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione. Anche l’Assemblea della Cei prevista per maggio slitterà a novembre. 

Lo stesso Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso fiducia nel processo sinodale, affermando che il rinvio permetterà di approfondire ulteriormente le tematiche emerse e di giungere a scelte più profetiche per la Chiesa italiana. 

Il messaggio che l’assemblea ha inviato a Papa Francesco va proprio in questa direzione:

Beatissimo Padre,

è con gioia e trepidazione che siamo tornati a Roma in questi giorni, per celebrare la Seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia. Questa è stata un’ulteriore tappa del cammino pluriennale, che ci ha visto procedere insieme nell’ascolto reciproco, nel discernimento delle realtà emerse e nella elaborazione di scelte condivise che rilancino le nostre comunità in un’ottica davvero missionaria.

Santità, la Sua vicinanza e il Suo sostegno ci confermano e ci rafforzano: continuiamo a camminare con quella gioia nel cuore di cui parlava la Prima Lettera di Giovanni, una gioia che vuole essere piena, a disposizione di tutti e frutto di una vita vissuta alla luce del Vangelo.

Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi: si tratta del risultato del lavoro delle Diocesi italiane, che si sono messe in gioco per rinnovarsi. Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro.

Abbiamo assunto decisioni importanti, che sono emerse dall’ascolto obbediente dello Spirito e dal dialogo franco tra di noi. La Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell’unica fede nel Signore, Crocifisso e Risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità.

Le riflessioni che sono scaturite confluiranno nel testo che verrà votato il 25 ottobre in occasione della prossima Assemblea sinodale.

Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia.

Gioia e responsabilità sono i due sentimenti che ci hanno animato e che Le consegniamo, Santità, con la fiducia e l’affetto dei figli.

Mentre chiediamo la Sua benedizione, Le assicuriamo la nostra preghiera per la Sua salute e per il Suo ministero di unità.